Questo lavoro, realizzato da Elena, Evelyn, Levina e Silvia della 3E, ha l'intento di approfondire un argomento affrontato nell'anno scolastico e tornato, purtroppo, attuale come ci dimostrano i mezzi di informazione: le epidemie.

Tra le maggiori conquiste della moderna medicina scientifica, figurava, sino a qualche decennio fa, la sconfitta delle malattie infettive.

Gli antibiotici permettevano di debellare o, perlomeno, di fronteggiare con efficacia malattie un tempo letali.

Da un paio di decenni non è più così. Prima l'AIDS, poi il virus Ebola, quindi il virus dell'Encefalopatia Spongiforme bovina (meglio conosciuta come "Morbo della mucca pazza"), il virus della SARS, fino ad arrivare al più recente "Virus dei polli" o "influenza aviaria", hanno riproposto lo spettro della morte da contagio.

Nessuno sa ancora precisamente se qualcuno di questi virus possa trasformarsi in una pandemia incontrollabile, come purtroppo è già successo in passato.

La pandemia è un'epidemia che consiste nella diffusione di una patologia in più aree geografiche del mondo, con un alto numero di casi gravi ed una mortalità elevata .

Nella storia si ricordano le pandemie di tifo e di colera.Più recentemente "L'influenza spagnola"e "L'influenza asiatica".

La maggior parte delle pandemie sono originate dalla convivenza degli esseri umani con gli animali da allevamento; due esempi tipici sono l'influenza e la tubercolosi.

Inoltre si deve considerare anche una certa regolarità nella diffusione delle pandemie d'influenza, con intervalli di circa 30-40anni.

Per questo motivo hanno molto allarmato i vari casi del virus influenzale che ha colpito i polli ed altri volatili all'inizio del 2004, in quanto si teme possa trasformarsi per trasmettersi in forma epidemica all'uomo.

Non occore creare falsi allarmismi, ma neppure sottovalutare il problema, soprattutto in quei paesi economicamente poveri dove le inadeguate condizioni igieniche in cui vivono le persone possono favorire la trasmissione del virus.

Pertanto occorre promuovere campagne d'informazione e sensibilizzazione del problema ed intensificare la ricerca scientifica per ridurre al minimo il tasso di mortalità.

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