NELLA CULLA DELLE GRANDI EPIDEMIE

In Cina c'è una regione da dove sono partite le più grandi epidemie della storia.Qui l'uomo 4500 anni fa addomesticò e allevò per la prima volta un'anatra.Secondo i biologi questa culla primordiale dell'agricoltura cinese è anche il più antico brodo di coltura delle epidemie del pianeta, soprattutto influenze.Da quando la medicina moderna è stata in grado di ricostruire i percorsi dei virus,le origini di gran parte delle malattie che hanno devastato il mondo sono state individuate qui,nel fertile Guangdong,sotto questa umidità quasi tropicale,nell'affollamento e nella promiscuità tra uomini e animali nelle fattorie e nei mercati, nelle metropoli e nei porti.Da qui ebbe inizio nel 1894 l'ultima grande epidemia di peste bubbonica che dall'India alla California seminò 12 milioni di morti.Forse qui nacque il primo virus della "spagnola" che fece più vittime della prima guerra mondiale.Con certezza si sa che partirono dal Guangdong le due ultime pandemie del dopoguerra, le grandi influenze del 1957 e del 1968 (tre milioni di morti).Qui sono apparse per la prima volta sia la Sars nel 2002, sia la febbre aviaria che è dilagata nel Sud-est asiatico e ha raggiunto l'Europa.Kwangfeng è la megalopoli delle galline: in mezzo alla campagna sorge come una città-satellite con schiere di caseggiati popolari.Qui vivono settecento contadini-operai in simbiosi con le galline.

I medici considerano con sospetto questi allevamenti intensivi, potenziali fabbriche di infezioni: la densità di animali facilita la trasmissione delle malattie, l'aggiunta di antibiotici nei mangimi industriali crea assuefazione e fa nascere nuovi virus più resistenti.

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