IL FORTINO DELLE PROVETTE CON I KILLER DEL PASSATO
Nato nel 1944 per alleviare le devastanti epidemie che scrollavano un'Unione sovietica allo stremo per la guerra,rilanciato da Stalin per studiare un'ipotetica arma biologica da sbandierare quale presunta "soluzione finale" della Guerra Fredda,l'Istituto di virologia di Mosca è oggi il laboratorio di punta nella corsa contro il tempo per un vaccino anti-H5N1.Nell'era comunista gli scienziati dell'"Ivanovskij" erano in gran parte dissidenti,ridotti in schiavitù e isolati in attesa dei gulag.Nella cittadella della scienza studia invece ora il meglio della ricerca mondiale, in contatto con i grandi istituti americani, cinesi, svedesi e francesi.L'originario "Museo dei ceppi virali"si articola ora in 19 basi scientifiche regionali e in 6 centri patrocinati dall'Oms.In 10 dipartimenti operano virologi molecolari e clinici,immunologi e infettivologi, ingegneri della genetica.Il livello della ricerca è tale che da un paio di anni sembra essersi arrestata la fuga all'estero dei cervelli migliori.Non si ferma invece la mutazione dei virus: mutano e tornano a diffondersi in forme resistenti agli antidoti esistenti.
Dentro i tre edifici dell' "Ivanovskij" una schiera di studenti alleva con sapienza contadina un piccolo esercito di animali da cortile per studiare la cosiddetta "influenza aviaria" sparsa come ogni altro virus dagli uccelli migratori.
Il problema dell'H5N1 è l'altissima virulenza.Fa strage e in fretta.Non può essere trasmesso alle persone dai volatili,ma dai maiali.Se questi prenderanno l'influenza dal pollame,lo scenario può essere catastrofico.I suini contraggono anche l'influenza umana e un tale ibrido, in sei mesi può uccidere un miliardo di uomini.La malattia, così modificata, sarà trasmissibile da uomo a uomo, la mortalità è stimata nel cinquanta per cento dei contagiati.Le migrazioni degli uccelli, ma anche i trasferimenti aerei, sono in grado di trasportare l'infezione in un giorno da Mosca a Roma, a Londra e a New York.La messa a punto di un buon vaccino per l'uomo può richiedere settimane.
